Pubblicare un romanzo non è un atto di vanità. Per me, scrivere "Paranoid – una storia vera più o meno" (edito da Scatole Parlanti) è stato un processo di scomposizione della realtà, simile a quello che applico nel visual design. Se un’immagine deve comunicare un’emozione immediata, un romanzo deve scavare un solco.
"Non mi limito ai pixel. Scrivo storie che scavano nelle ossessioni moderne."
La Genesi del Caos
Il romanzo nasce da una necessità viscerale: esplorare il confine sottile tra ciò che percepiamo e ciò che è reale. In un mondo dominato da schermi e identità digitali frammentate, la paranoia non è più una patologia, ma una condizione esistenziale. Il protagonista si muove in una Como che è allo stesso tempo familiare e deformata, un riflesso delle mie radici e dei miei incubi creativi.
Paranoid
Un viaggio psicologico tra realtà distorta, ironia tagliente e conseguenze inattese. Edito da Scatole Parlanti.
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Molti mi chiedono come la mia attività di visual designer influenzi la scrittura. La risposta è nel montaggio. Scrivo per immagini, assemblando le scene come se fossero i frame di un cortometraggio. L'ironia, che spesso porto nei miei progetti grafici, serve qui a stemperare la violenza psicologica, creando un contrasto che costringe il lettore a non distogliere lo sguardo.
Paranoid non è solo un libro. È la prova che la narrativa è lo strumento di design più potente che possediamo per riprogettare la nostra percezione del mondo.